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sabato 31 ottobre 2015

Siamo tutti romani

Siamo tutti romani.

Siamo tutti coinvolti nel destino di una città che si trova a centinaia di chilometri.

Siamo tutti in grado di giudicare la qualità di un'amministrazione positivamente o - ancora peggio - negativamente. Siamo in grado di farlo meglio di chi conosce la città e i suoi problemi.


Ecco, io credo di no. Credo che io non sono romano e che esprimere certi giudizi spetta ad altri.

Quindi non rimane che fare una distaccata analisi politica.

Il PD romano è stato fortemente compromesso dalle indagini di Mafia Capitale. Consiglieri e Assessori arrestati e sostituiti, l'emersione di un sistema criminale radicato. In queste condizioni la sua azione politica non poteva proseguire ed è inevitabile, quanto auspicabile, una sua rifondazione. Si è pensato che il PD nazionale potesse sostituirsi a questo vuoto politico, ma nella realtà dei fatti ha piegato le esigenze della città a quelle nazionali. Siamo tutti tossici dei mass-media, a partire dal Presidente del Consiglio.

L'Amministrazione è rimasta sola. Quando si elegge un sindaco, non si elegge un imperatore, un podestà, ma una guida amministrativa. Le sue gambe sono le forze politiche che la sostengono e quando vengono a mancare non cammina più.

Questo è avvenuto a Roma, ma avviene in tante altre città d'Italia, per i sindaci come per i singoli assessori. Senza copertura politica non si può amministrare, non basta un'elezione diretta.

domenica 25 maggio 2008

Pericolo squadrismo a Roma

Da questo blog lo avevamo detto. Lo avevamo preannunciato. Qualcuno ci ha persino riso dietro. Un sindaco postfascista a Roma avrebbe dato forza a un gruppo di esaltati e la convinzione che potessero fare in città quello che vogliono.
Oggi si inizia a intravedere a Roma, capitale d’Italia, un preoccupante rigurgito squadrista. I nazi dormienti intravedono nell’esito delle elezioni, una forma di consenso per le loro azioni violente e intolleranti. Così attaccano fisicamente il diverso. A Verona un ragazzo coi capelli lunghi. A Roma pestano l’extracomunitario e l’omosessuale. Qualcuno potrebbe sostenere che anche gli extracomunitari si sono resi responsabili di atti violenti nella capitale(non però gli omosessuali e i ragazzi coi capelli lunghi), e quindi sarebbe una giusta punizione(lungi da me questa posizione). Ma qui si parla di gruppi organizzati, di branchi, che premeditano e celebrano la violenza. Ringraziamo i giornali che riportano questi fatti e tengono alta la tensione. Ma non vorremo che questi fatti diventino una cosa così frequente da non essere più notizia. Spetta ora al neosindaco Gianni Alemanno dimostrare di non essere più fascista, di voler impedire che Roma diventi un campo di battaglia, di voler combattere lo squadrismo. Lo deve a tutti coloro che, pur essendo di sinistra, lo hanno votato.
Chissà cosa pensano oggi costoro. Sono curioso di saperlo. Di sicuro, se Alemanno li deluderà in questo, spetterà a loro la responsabilità di combattere queste forze. E per farlo, forse, dovranno prendere anche loro i bastoni e gli assi di legno e combatterli con i loro stessi metodi. Come si faceva negli anni settanta. La forza materiale si abbatte con la forza materiale.

lunedì 21 aprile 2008

Uno sguardo alla Capitale

Riparte da domenica la rincorsa del Pd e di tutto il centrosinistra. Nel mentre che si discute su come riorganizzarsi per fare opposizione al nascente governo Berlusconi, si terrà infatti questa domenica il ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco di Roma. Dopo 15 anni di onorato servizio mi auguro che il centrosinistra riesca a confermarsi con la guida di Rutelli che già in passato ha ben amministrato la capitale. Ancor di più me lo auguro quando il suo avversario si chiama Alemanno. Il problema sicurezza è infatti molto sentito negli ultimi tempi e son sicuro che Rutelli saprà trovare le giuste contromisure, ma mi preoccupa sinceramente l' eventualità che a preoccuparsi del problema sia un personaggio dal passato oscuro come il candidato del PdL.
A Roma infatti sono già stati segnalati negli ultimi tempi preoccupanti rigurgiti di squadrismo fascista e temo che con un esito elettorale nefasto il fenomeno possa degenerare. Alcuni di questi delinquenti potrebbero sentirsi legittimati nelle loro azioni violente. Il fascismo deve essere combattuto con una dura opposizione e repressione e non con la linea morbida. E' contro questi personaggi che si appropriano del diritto di esercitare la violenza, che occorre la "tolleranza zero", più che con altri.
Non credo che questo sia capace di farlo Alemanno, perché già in passato si è reso pure lui protagonista di eventi incresciosi. Si parla tanto del passato di politici del centrosinistra, ma si dimentica che nessuno dei suoi ministri è mai stato in gabbia. Alemanno invece ha già scontato 8 mesi di carcere per aver lanciato una molotov contro l'ambasciata dell' Unione Sovietica a Roma. Successivamente è stato fermato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, in occasione di una visita a Roma del presidente degli Stati Uniti George Bush senior. Insomma, un personaggio ambiguo che ha cercato anche i voti di chi si dichiara orgogliosamente fascista come Storace (se non fare dietrofront, in seguito alle proteste della comunità ebraica) e che nel 1991 alla guida del Fronte della Gioventù, contestò duramente Umberto Bossi, oggi suo alleato di governo. Nonostante ciò è stato ministro e oggi si candida a guidare la capitale. Non oso pensare a come possa cadere nel degrado e nella violenza la nostra capitale, se amministrata da un fascista.