mercoledì 24 aprile 2013
La retorica anti-Social (e antistorica) del PD
lunedì 11 marzo 2013
Del M5S e del PD, dell'Italia e dell'Europa
Le primarie invece sono un valido strumento di consultazione dei cittadini, ma devono ancora consolidarsi. La chiusura al secondo turno per la scelta del premier, il sistema dei capilista di Bersani e il recupero di alcuni candidati alle parlamentarie, hanno lasciato un senso di impotenza e di esclusione non solo a potenziali elettori ma anche ai militanti. Gli uni non hanno votato PD, gli altri si sono scoraggiati. Anche il versamento di 2 euro è poco accettabile da un partito che riceve milioni di euro come contributi pubblici. Si faccia di più per renderle più aperte e trasparenti.
domenica 25 maggio 2008
Pericolo squadrismo a Roma
Da questo blog lo avevamo detto. Lo avevamo preannunciato. Qualcuno ci ha persino riso dietro. Un sindaco postfascista a Roma avrebbe dato forza a un gruppo di esaltati e la convinzione che potessero fare in città quello che vogliono.
Oggi si inizia a intravedere a Roma, capitale d’Italia, un preoccupante rigurgito squadrista. I nazi dormienti intravedono nell’esito delle elezioni, una forma di consenso per le loro azioni violente e intolleranti. Così attaccano fisicamente il diverso. A Verona un ragazzo coi capelli lunghi. A Roma pestano l’extracomunitario e l’omosessuale. Qualcuno potrebbe sostenere che anche gli extracomunitari si sono resi responsabili di atti violenti nella capitale(non però gli omosessuali e i ragazzi coi capelli lunghi), e quindi sarebbe una giusta punizione(lungi da me questa posizione). Ma qui si parla di gruppi organizzati, di branchi, che premeditano e celebrano la violenza. Ringraziamo i giornali che riportano questi fatti e tengono alta la tensione. Ma non vorremo che questi fatti diventino una cosa così frequente da non essere più notizia. Spetta ora al neosindaco Gianni Alemanno dimostrare di non essere più fascista, di voler impedire che Roma diventi un campo di battaglia, di voler combattere lo squadrismo. Lo deve a tutti coloro che, pur essendo di sinistra, lo hanno votato.
Chissà cosa pensano oggi costoro. Sono curioso di saperlo. Di sicuro, se Alemanno li deluderà in questo, spetterà a loro la responsabilità di combattere queste forze. E per farlo, forse, dovranno prendere anche loro i bastoni e gli assi di legno e combatterli con i loro stessi metodi. Come si faceva negli anni settanta. La forza materiale si abbatte con la forza materiale.
mercoledì 14 maggio 2008
La dittatura dolce
sabato 3 maggio 2008
Grillo, diritto di cronaca

Michele Santoro
mercoledì 30 aprile 2008
Sconfitta totale
venerdì 25 aprile 2008
Onore ai caduti
A coloro che hanno preso in mano un fucile,
A coloro che hanno preferito morire,
A coloro che hanno difeso la loro e la nostra libertà,
A coloro che hanno sconfitto lo straniero.
Onore a chi ha continuato a essere libero,
A chi ha bevuto l'olio di ricino,
A chi è finito in prigione,
A chi ha tenuto fede alla sua coscienza democratica.
Onore a Matteotti,
a Gramsci,
a Gobetti,
a Don Sturzo,
ad Amendola,
ai fratelli Roselli, ad Emilio Lussu.
Grazie a tutti loro,
Onore all'Italia, onore alla Repubblica.
“Ho l’onore di sedermi dalla parte dei vincitori e tale onore me lo hanno dato i partigiani”
(A.De Gasperi, 25 aprile 1945)
giovedì 24 aprile 2008
lunedì 21 aprile 2008
Uno sguardo alla Capitale
domenica 20 aprile 2008
L' Italia è un paese di destra
mercoledì 16 aprile 2008
L' Italia e Kilombo
martedì 15 aprile 2008
I prossimi cinque anni
giovedì 10 aprile 2008
Parte la corsa alle poltrone
sabato 5 aprile 2008
Noi, Vescovi di Sicilia
Incompatibilità della mafia con il Vangelo
«E’ nostro dovere ribadire la denuncia, altre volte espressa, circa la sua assoluta incompatibilità con il Vangelo […] Tale incompatibilità con il Vangelo è intrinseca alla mafia per se stessa, per le sue motivazioni e per le sue finalità, oltre che per i mezzi e per i metodi adoperati. La mafia appartiene, senza possibilità di eccezione, al regno dei peccato e fa dei suoi operatori altrettanti operai del Maligno».
I mafiosi sono fuori della comunione della chiesa
«Per questa ragione, tutti coloro che, in qualsiasi modo deliberatamente, fanno parte della mafia o a essa aderiscono o pongono atti di connivenza con essa, debbono sapere di essere e di vivere in insanabile opposizione al Vangelo di Gesù Cristo e, per conseguenza, di essere fuori della comunione della sua Chiesa. Né potrà ritenersi escluso da questo giudizio chi, trovandosi in una delle suddette condizioni, pretendesse di coonestarla con atti esteriori di devozione o con elargizioni benefiche. Al limite, siffatte manifestazioni dovranno essere considerate strumentali e perciò false ed esse stesse peccaminose».
A un cristiano non è lecito ricorrere alla mafia per avere aiuti o vantaggi
«Per questa stessa ragione chiedere o accettare qualsiasi forma di intermediazione a persone conosciute come appartenenti o contigue alla mafia e in quanto tali, qualunque sia il vantaggio che se ne voglia o possa ricavare, si deve ritenere che rientri sempre, quanto meno indirettamente, ma non meno colpevolmente, nella fattispecie della connivenza e della collusione».
Contro la mafia la Chiesa oppone il Vangelo
«Contro questa mentalità mafiosa e contro la violenza della mafia, noi Vescovi di Sicilia intendiamo opporre, ancora una volta e più decisamente, la forza disarmata ma irriducibile dei Vangelo, una forza che è per se stessa rivolta alla persuasione, alla promozione e alla conversione delle persone, ma è nello stesso tempo intransigente nel non autorizzare sconti o ingenue transazioni per ciò che concerne il male, chiunque sia a commetterlo o a trarne profitto».
Don Puglisi nuovo modello per tutti, preti e laici
«Don Giuseppe Puglisi ha incarnato pienamente questa duplice forza del Vangelo: egli rappresenta un’indicazione per tutti noi; il modello che ne deriva per il clero di Sicilia e per ogni vero cristiano è la sfida che lanciamo a chiunque gli competa. Se questa sfida dovesse bastare a giustificare per la pastorale delle nostre Chiese la qualifica di pastorale di frontiera, noi la accettiamo, ma solo nel senso della duplice forza dei Vangelo appena rivendicato e con l'invincibile speranza di una redenzione sempre possibile per tutti che da esso ci deriva».

